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Carcere di Rebibbia: ennesimo trasporto di droga con droni

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Nel carcere di Rebibbia si è verificato l’ennesimo caso di trasporto di droga con droni che avrebbe dovuto raggiungere alcuni detenuti. La polizia penitenziaria ha infatti intercettato e sequestrato i quattro chili di hashish prima che raggiungessero i destinatari. Al momento sono in corso le indagini per capire chi pilotasse i droni e chi attendesse il carico. L’obiettivo, probabilmente, era poi di spacciare la droga ad altri detenuti. In particolare il carico avrebbe raggiunto il penitenziario attraverso l’impiego di diversi droni che, però, le forze dell’ordine in servizio hanno individuato. In questo caso specifico si parla solo di sostanze stupefacenti, ma in altri episodi i droni sono stati utilizzati per recapitare anche telefonini, schede telefoniche e, addirittura, armi.

Il fatto verificatosi nel carcere di Rebibbia è solo l’ultimo esempio in ordine temporale di un fenomeno che si sta diffondendo sempre di più. Ve ne abbiamo parlato anche in altri articoli, leggete per esempio “Carcere di Poggioreale: droni per consegne ai detenuti”.

Droni per consegnare droga al carcere di Rebibbia

Il carico di droga che ha raggiunto l’esterno del Reparto G11 del carcere di Rebibbia era sicuramente diretto a più di un detenuto con l’obiettivo di dare il via ad attività di spaccio all’interno del penitenziario. Fortunatamente la polizia penitenziaria è intervenuta sequestrando la droga. Il segretario del Sappe Lazio della polizia penitenziaria Maurizio Somma, ha voluto lanciare l’ennesimo allarme sulla pericolosità di questi eventi. Ha infatti sottolineato come le attività illecite con droni siano sempre più frequenti, favorite anche “dalla libertà di movimento dei detenuti a seguito del regime custodiale aperto e delle criticità operative attuali, in cui opera la Penitenziaria, con dei livelli minimi di sicurezza”. Insomma una concausa di fattori che portano ad una situazione difficile da gestire.

Sempre prendendo spunto da quanto accaduto al carcere di Rebibbia, si sottolinea quanto sia importante formare la polizia penitenziaria a gestire questi fenomeni. Importante, infatti, è la presenza di un nucleo di poliziotti penitenziari specializzati ed esperti nell’utilizzo e nella gestione dei droni. Ciò sia a livello preventivo che dissuasivo verso il verificarsi di questi fenomeni. Tra l’altro non si tratta di eventi che riguardano solo alcune realtà italiane. Si assiste a questi eventi anche all’estero con una frequenza sempre maggiore. E sempre più spesso si parla di fornire strumenti appropriati a contrastare questi fenomeni come i disturbatori di frequenza che potrebbero essere impiegati per evitare che i droni operino nelle strette vicinanze delle carceri.

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